Paco de Lucía: il chitarrista che portò il flamenco nel mondo
Prima di lui, la chitarra flamenca accompagnava. Dopo di lui, la chitarra flamenca parlava da sola. Paco de Lucía è l’artista che ha portato il flamenco fuori dai cortili e lo ha messo negli auditorium di mezzo mondo, senza rinunciare a ciò che era.
Vediamo chi era, da dove veniva, perché «Entre dos aguas» ha cambiato tutto e cosa ha lasciato andandosene.
Chi era Paco de Lucía
Paco de Lucía si chiamava in realtà Francisco Gustavo Sánchez Gómez, ed è stato il chitarrista flamenco più influente della storia. La sua tecnica era smisurata, ma l’importante non era la velocità: era che capiva il flamenco da dentro e da lì osava aprirlo.
Suonò con musicisti jazz, incise concerti classici, girò l’America e il Giappone. E ogni volta che tornava a un festival flamenco, suonava ancora come Algeciras.
Le sue origini ad Algeciras
Nacque ad Algeciras nel 1947, in una famiglia umile in cui la chitarra era il mestiere di casa. Suo padre, Antonio Sánchez, gliene mise una in mano da bambino e gli insegnò i fondamenti; i suoi fratelli Pepe de Lucía al cante e Ramón de Algeciras alla chitarra furono i suoi primi compagni.
Lasciò la scuola da ragazzino per chiudersi a studiare. Raccontava lui stesso di essere arrivato a esercitarsi dalle dieci alle quattordici ore al giorno. Da quegli anni vengono due cose che non perse mai: una disciplina brutale e il compás della Baia.
«Entre dos aguas»: il brano che cambiò tutto
Nel 1973 pubblicò Fuente y caudal, e dentro c’era una rumba strumentale che nessuno si aspettava avesse successo. Anzi, fu incisa quasi per caso, per riempire il disco, e finì al numero uno delle vendite in Spagna: passava alla radio, la riconoscevano persone che non avevano mai ascoltato flamenco in vita loro, e resta ancora oggi la porta d’ingresso al genere per migliaia di persone.
La sua grazia sta in ciò che fa con la chitarra nel flamenco: una melodia che chiunque può fischiettare, sorretta da un compás che solo un flamenco sa collocare. Lì c’è tutta la sua formula.
Se vuoi ascoltarla insieme ad altri suoi brani imprescindibili, ecco la nostra selezione:
Camarón e Paco de Lucía: la coppia che cambiò il flamenco
Quella di Paco con Camarón de la Isla fu una di quelle casualità di cui la storia è grata. Si conobbero giovani, incisero insieme una serie di dischi e in due edificarono il flamenco moderno: uno dalla voce, l’altro dalle corde.
Ascoltarli insieme è capire perché il flamenco degli anni Settanta fu un terremoto. Si spingevano. Si sfidavano. E il risultato resta insuperabile.
La sua eredità nella chitarra flamenca
Paco cambiò il modo di suonare e anche di suonare. Introdusse il cajón peruviano nel flamenco, formò un sestetto con strumenti che prima qui non c’entravano nulla e dimostrò che si poteva dialogare con il jazz senza smettere di essere jondo.
La sua influenza andò oltre il flamenco. A Mark Knopfler si attribuisce una frase che riassume tutto: «Credevo di saper suonare la chitarra finché non ho sentito Paco de Lucía».
Oggi qualsiasi chitarrista flamenco suona, senza eccezione, dopo Paco. Può somigliargli più o meno, ma non può più ignorarlo. È questo che significa cambiare un’arte.
La sua morte e il suo ricordo
Morì il 25 febbraio 2014 a Playa del Carmen (Messico), dove viveva i suoi ultimi mesi, per un infarto e a soli 66 anni. La notizia fermò di colpo il mondo del flamenco. Il suo funerale ad Algeciras, dove riposa accanto ai genitori, fu un addio imponente.
La sua musica, invece, non è andata da nessuna parte: si continua ad ascoltarla, studiarla e copiarla ogni giorno.
Domande frequenti
Dove nacque Paco de Lucía? Nacque il 21 dicembre 1947 ad Algeciras, nella provincia di Cadice.
Di cosa morì Paco de Lucía? Morì il 25 febbraio 2014 a Playa del Carmen (Messico) per un infarto acuto del miocardio, a 66 anni.
Quanti figli ebbe Paco de Lucía? Ebbe cinque figli: tre dal matrimonio con Casilda Varela (Casilda, Lucía e Francisco «Curro») e due con Gabriela Canseco (Antonia e Diego).
Malú è figlia di Paco de Lucía? No, è sua nipote: Malú (María Lucía Sánchez Benítez) è figlia del cantaor Pepe de Lucía, fratello di Paco. È una confusione molto comune. Zio e nipote incisero insieme: Paco suonò la chitarra in «Te amo por eso», dal disco dal vivo Por una vez (2004).
Ascoltare Paco è l’inizio. Sentire una chitarra flamenca a un paio di metri, con la cassa che rimbomba nel petto, è un’altra cosa. Se vuoi viverlo, prendi i tuoi biglietti per vedere flamenco a Madrid e verificalo dal vivo.