La chitarra nel flamenco: le corde che danno vita all’arte jonda
Se chiudi gli occhi e pensi all’arte jonda, la prima cosa che senti nella tua mente non è una voce. È la pennata secca e profonda di alcune corde.
Prima che il cantaor apra la bocca o la bailaora dia il primo colpo di tacco, il legno ha già tracciato il terreno. Capire il ruolo della chitarra nel flamenco significa scoprire il motore nascosto che fa battere un intero tablao. Senza di essa, il cante e il ballo camminerebbero alla cieca.
Cos’è la chitarra flamenca?
A prima vista, potrebbe sembrare una chitarra classica tradizionale, ma non appena il chitarrista si siede, accavalla la gamba e appoggia lo strumento quasi in orizzontale, sai di trovarti di fronte a un’altra storia.
Un’autentica chitarra da flamenco è costruita abitualmente con legno di cipresso, il che la rende molto più leggera. Le sue corde sono più vicine al manico (con un'”azione bassa”). Questo non è un capriccio estetico; è una necessità tecnica che permette una pulsazione molto più rapida e facilita tecniche esclusive come l’alzapúa o il picado. Il risultato è quel suono brillante, percussivo e leggermente metallico che ti fa vibrare. È, letteralmente, una cassa di percussione con le corde.
Quando è stata introdotta la chitarra nel flamenco?
Curiosamente, il flamenco è nato orfano di strumenti. Alle sue origini, nelle fucine e nell’intimità delle case, si cantava “a palo seco” (senza altro accompagnamento che i battiti di mani o il battere delle nocche su un tavolo).
La chitarra nel flamenco non ha fatto il suo ingresso trionfale fino alla metà del XIX secolo, con l’epoca d’oro dei Cafés Cantantes. È stato allora che è passata dall’essere un semplice ornamento musicale a diventare la spina dorsale che ordina e dà senso storico a ogni stile.
Il ruolo della chitarra nel flamenco
La chitarra non è lì solo per dare la nota di accordatura. Agisce come il direttore d’orchestra su un palcoscenico dove lo spartito non esiste e tutto fluisce attraverso l’intuizione e lo sguardo.

Accompagnamento al cante
Il chitarrista ha uno dei compiti più difficili: avvolgere il cantaor senza calpestarlo. Deve ascoltare il suo respiro, dargli il tono esatto e stendergli il tappeto musicale affinché la voce brilli e si rompa con totale libertà. Un buon accompagnamento è quello che eleva il cante senza rubargli la scena.
Dialogo con il ballo
Quando la chitarra e il ballo si guardano, fanno scintille. La chitarra non solo segna il tempo, ma risponde ai richiami del bailaor. È un dialogo teso ed emozionante in cui il rasgueo delle corde e i chiodi delle scarpe si inseguono, si sfidano e finiscono per fondersi in chiusure spettacolari.
Il tocco del flamenco come linguaggio proprio
Oltre ad accompagnare, la chitarra ha il suo momento di gloria: le “falsetas”. Sono quegli spazi strumentali in cui il chitarrista dimostra il suo virtuosismo e la sua capacità di trasmettere emozioni crude. Per padroneggiare questo linguaggio, il musicista deve avere una conoscenza millimetrica dei ritmi flamencos, sapendo esattamente quando accelerare il polso e quando lasciare che il silenzio parli.
La chitarra in uno spettacolo di flamenco dal vivo
La magia della chitarra non si può catturare in un video di YouTube o in un disco in studio. Il suono acustico del legno ha bisogno dell’aria di un tablao per espandersi e arrivare al tuo petto.
La vera dimensione di questo strumento si capisce vedendo da vicino la tensione delle dita, il sudore del chitarrista e la precisione matematica dei suoi movimenti. Ti invitiamo a vivere questa esperienza di flamenco dal vivo al Tablao Flamenco 1911. Vieni e scopri come sei corde sono capaci di governare un’intera notte di passione e duende.