Le 9 donne del flamenco che hanno segnato la storia di quest’arte

La Paquera de Jerez

Parlare della donna nel flamenco significa parlare di una storia di superamento, carattere e rivoluzione artistica. Sebbene la storiografia classica abbia spesso concentrato l’attenzione sulle grandi saghe maschili, la realtà dei tablao e dei palcoscenici racconta una storia diversa: il flamenco, così come lo conosciamo oggi, è stato scolpito in gran parte dal temperamento femminile.

Dalle prime testimonianze nei cafés cantantes del XIX secolo fino alla professionalizzazione del genere, la figura della bailaora flamenca e della cantaora si è evoluta rompendo barriere sociali ed estetiche. Non hanno solo apportato bellezza, ma introdotto tecniche, ritmi e forme di espressione che hanno cambiato il genere per sempre.

Di seguito analizziamo le 9 donne flamenco imprescindibili per comprendere questa evoluzione. Una selezione che abbraccia la danza razziale, il canto enciclopedico e la genialità artistica.

1. Carmen Amaya “La Capitana” (La danza universale)

È impossibile iniziare una lista sulle donne del flamenco senza citare Carmen Amaya. Nata nelle baracche del Somorrostro barcellonese, Amaya rappresentò un prima e un dopo nella tecnica del ballo. Fu la prima ad appropriarsi dello zapateado con una furia e una velocità che fino ad allora erano considerate esclusive del ballo maschile.

Famosa per ballare in pantaloni corti, la sua proiezione internazionale fu immensa, esibendosi alla Casa Bianca e trionfando a Hollywood. Insegnò al mondo che il flamenco femminile poteva essere pura forza viscerale.

2. Lola Flores “La Faraona” (Il temperamento)

Spesso oscurata dalla sua dimensione mediatica e cinematografica, è giusto rivendicare Lola Flores come un’artista dal compás e dal temperamento ineguagliabili. Divenne celebre per la critica del New York Times che affermava: “Non canta né balla, ma non perdetela.”

Lola incarnava il carisma assoluto. Il suo modo di recitare, il movimento della bata de cola e la sua forza espressiva crearono una scuola basata sulla personalità più che sulla tecnica.

Lola Flores - "Volver" (1974) HD - YouTube

Lola Flores – “Volver” (1974) HD – YouTube

3. Pastora Pavón “La Niña de los Peines” (L’enciclopedia del cante)

Parlare di conoscenza significa parlare di Pastora Pavón. È la figura suprema del cante femminile del XX secolo. Il suo soprannome deriva da alcuni tanghi che cantava da bambina (“pettinati con i miei pettini…”), ma la sua eredità va molto oltre.

Pastora dominava tutti i palos ed era creatrice di stili propri, come le bamberas. La sua voce di bronzo e la capacità di eseguire i canti più difficili con un’intonazione perfetta portarono al suo riconoscimento come Bene di Interesse Culturale. È lo specchio in cui si guardano tutte le cantaoras attuali.

4. Manuela Carrasco (La solennità gitana)

All’estremo opposto della velocità troviamo Manuela Carrasco. Lei rappresenta il concetto di “maestà”. Conosciuta come “La Diosa”, la sua danza è rito e cerimonia.

Manuela dimostrò che non è necessario muoversi su tutto il palcoscenico per riempirlo; a volte basta una posa, uno sguardo e un lento e solenne sollevamento delle braccia. È la massima esponente del baile gitano puro, dove l’estetica e il peso scenico prevalgono sull’acrobazia.

5. La Singla (Il genio del silenzio)

Antonia Singla è uno dei casi più affascinanti della storia del flamenco. Sorda dalla nascita, imparò a ballare senza ascoltare la musica, guidata unicamente dalle vibrazioni della chitarra e dal compás che vedeva nelle palmas.

Il suo stile selvaggio, privo di qualsiasi norma accademica, affascinò l’intellettualità europea degli anni Sessanta (inclusi Dalí e Duchamp). Il suo “grido” silenzioso sul palcoscenico dimostra che il flamenco è un’arte che nasce dalle viscere, non solo dall’udito.

LA SINGLA_TRAILER

Trailer di “La Singla”, documentario di Paloma Zapata – YouTube

6. Fernanda de Utrera (La regina della Soleá)

Utrera è territorio del canto gitano, e Fernanda ne fu la regina. La sua voce, roca, spezzata e ricca di melismi, è considerata la migliore mai esistita per cantare la Soleá.

Fernanda non cantava dalla gola, ma dal dolore e dall’esperienza vissuta. Insieme alla sorella Bernarda, rappresenta la trasmissione orale del flamenco, un’arte che non si apprende nei conservatori, ma nelle riunioni familiari e che si conficca direttamente nell’anima dell’ascoltatore.

7. La Paquera de Jerez (La potenza vocale)

Se Fernanda era il dolore intimo, La Paquera era l’esplosione di energia. Francisca Méndez è stata, probabilmente, la voce più potente nella storia di Jerez. Celebre per il suo dominio della bulería, era capace di esibirsi in grandi spazi senza microfono grazie al suo torrente vocale.

La Paquera simboleggia la gioia, il ritmo frenetico e la forza della donna di Jerez. Il suo eco è ancora oggi uno dei più imitati e ricercati su internet sotto il termine “cantaora flamenca”.

8. Merche Esmeralda (La Scuola Sivigliana)

Per comprendere la diversità della danza flamenca bisogna guardare a Merche Esmeralda. Ella incarna l’eleganza, la stilizzazione e la femminilità classica. Grande dama della Scuola Sivigliana, la sua danza si distingue per l’uso magistrale delle nacchere, la perfetta collocazione delle braccia e una tecnica raffinata.

Merche ha dimostrato che il flamenco può essere anche accademico e raffinato senza perdere la sua essenza jonda.

9. La Perla de Cádiz (L’aristocrazia della baia)

LA PERLA DE CÁDIZ-PACO CEPERO-FLAMENCO - YouTube

La Perla de Cádiz e Paco Cepero. (Fonte: Archivio YouTube)

Concludiamo questo percorso nella “Tacita de Plata” con Antonia Gilabert, “La Perla”. Figlia e nipote di artisti, ereditò i segreti dei canti di Cadice: le alegrías, i tanguillos e le bulerías della baia.

Il suo stile si distingueva per un compás preciso (il “soniquete”) e una dolcezza vocale che contrastava con la forza di altre contemporanee. La Perla rappresenta l’eleganza naturale e la gioia luminosa della donna gaditana nel flamenco.

Queste 9 donne non sono solo nomi in una lista, sono i pilastri su cui si è costruito il flamenco moderno. Grazie al loro coraggio nell’innovare e alla loro capacità di trasmettere verità, oggi possiamo godere di una scena flamenca ricca e diversificata. La loro eredità vive in ogni tablao, ispirando nuove generazioni di ballerine e cantanti.

La storia continua a scriversi sui palcoscenici. Per onorare queste pioniere, abbiamo preparato una programmazione esclusiva in cui passato e presente si incontrano. Durante la settimana dell’8 marzo, il tablao ospita una selezione di spettacoli per la Giornata Internazionale della Donna a Madrid, dove il flamenco torna a essere voce, memoria e celebrazione.

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